LA MODIFICA DELLE CONDIZIONI DI SEPARAZIONE
 
 
II procedimento ex art. 710 c.p.c. è l’unico mezzo che la legge mette a disposizione delle parti legalmente separate per far valere  le condizioni che giustifichino la modificazione del contenuto del decreto di omologazione o della sentenza che ha dichiarato la separazione giudiziale.
Per la modifica di tali provvedimenti, tuttavia, è necessario un mutamento delle circostanze ivi considerate o il sopraggiungere di nuovi elementi di fatto o di diritto rispetto a quelli esaminati all’epoca della separazione consensuale o giudiziale. Il mutamento delle condizioni può riguardare quelle economiche (miglioramento o peggioramento significativo della situazione reddituale o patrimoniale in generale di una delle parti) e/o quelle attinenti le condizioni e le modalità di affidamento e collocamento dei figli minori.
Quanto a queste ultime ai sensi dell’art. 155-ter c.c. “I genitori hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l’ affidamento dei figli, l’attribuzione dell’esercizio della potestà su di essi e delle eventuali disposizioni relative alla misura e alla modalità del contributo”.
Inoltre l’art. 155- quater, 2° comma, c.c.prevede che in caso di cambio di residenza o domicilio di uno dei genitori e tale da interferire con le modalità dell’affidamento l’altra possa ricorrere al giudice per la ridefinizione degli accordi.
Il procedimento che si instaura a seguito del ricorso ex art. 710 c.p. avviene nelle forme del procedimento in Camera di Consiglio.
Il Tribunale provvederà all’audizione delle parti ed all’assunzione necessari mezzi di prova eventualmente delegando all’uopo proprio giudice istruttore. Le parti possono chiedere che in attesa della definizione del procedimento vengano adottati provvedimenti provvisori ed urgenti.