LA SEPARAZIONE CONSENSUALE

La separazione consensuale è l’istituto giuridico attraverso il quale marito e moglie, di comune accordo tra loro, decidono di separarsi.
La separazione consensuale non è quindi possibile in mancanza di un accordo tra i coniugi su ogni questione relativa agli aspetti materiali e patrimoniali, nonché sull’affidamento dei figli.
Deve essere redatto un ricorso per separazione consensuale con la necessaria assistenza di un legale, diversamente da quanto accadeva in passato ( dove le parti potevano anche predisporre da sole il ricorso e presenziare alla relativa udienza Presidenziale).La procedura di separazione consensuale dovrà quindi essere promossa, analogamente a quella giudiziale con l’assistenza di un avvocato difensore e ciò potrà avvenire per il tramite di un avvocato consigliato dalla nostra associazione, consentendovi così di beneficiare delle tariffe vantaggiose riservate ai nostri associati.
Il ricorso, sottoscritto da ambedue le parti, deve avere un contenuto essenziale in mancanza del quale il Tribunale adito ben può rigettare l’istanza di omologazione. Ed, in particolare, in presenza di figli minori ed alla luce della novella legislativa n. 54/2006 che ha istituito l’affidamento di tipo condiviso, innovando il vecchio art. 155 c.c., è necessaria la previsione di disposizioni circa il loro affidamento.
Le intese raggiunte dalle parti, che costituiranno il contenuto della convezione di separazione contenuta nel ricorso di separazione consensuale, estrinsecano la volontà di entrambi i coniugi. Esse danno origine ad un negozio bilaterale di carattere familiare.
Successivamente al deposito del ricorso viene fissata l’udienza di comparizione delle parti davanti al Presidente del Tribunale. Davanti al Presidente del Tribunale, le parti oggi dovranno comparire personalmente ed  essere sentite per il necessario tentativo di conciliazione, fallito il quale, il Presidente autorizza i coniugi a vivere separatamente. Sull’omologazione provvederà, poi, il Tribunale con decreto emesso in Camera di Consiglio previa rimessione degli atti al Pubblico Ministero.
Il possibile rifiuto dell’omologazione é previsto dall’art.158 c.c., ove si stabilisce che “quando l’accordo dei coniugi relativamente all’affidamento e al mantenimento dei figli è in contrasto con l’interesse di questi il giudice riconvoca i coniugi indicando ad essi le modificazioni da adottare nell’interesse dei figli e, in caso di inidonea soluzione, può rifiutare allo stato l’omologazione”.
L’omologazione può essere rifiutata qualora gli accordi tra i coniugi contengano clausole contrarie all’interesse dei minori (es. previsione di un diritto di frequentazione del minore eccessivamente limitato od inesistente, clausole inerenti il loro mantenimento ritenute insufficienti rispetto ai bisogni della prole, ecc.). L’assoluta novità della novella legislativa è quella di determinare la nullità di quelle convenzioni di separazione nelle quali i genitori si accordino per l’esclusione dei nonni o di altri parenti dalla vita dei minori. Difatti dall’art. 155 c.c. è sancito il diritto dei minori di conservare i rapporti con gli ascendenti ed i parenti di ciascun ramo genitoriale.
L’omologazione può anche essere rifiutata allorquando venga verificata l’esistenza di pattuizioni contrarie all’ordine pubblico (es. rinunzia all’esercizio della potestà od al diritto di frequentazione o visita del figlio) od a norme imperative .
Successivamente, se gli accordi sono ritenuti equi e non pregiudizievoli per i coniugi e soprattutto per la prole, il tribunale dispone con decreto l’omologazione delle condizioni (decreto di omologa), così determinando di diritto la separazione.
Le condizioni stabilite in sede di separazione consensuale potranno comunque essere modificate o revocate qualora intervengano fatti nuovi che mutano la situazione di uno dei coniugi o il rapporto con i figli

SERVIZI DI SEPARAZIONE CONSENSUALE

Il D.L.132/2014 ha introdotto nuove forme di separazione e divorzio che permettono ai coniugi che ne presentano i requisiti previsti dalla legge di non dover ricorrere al Trinunale.

L’Associazione BMR CONCILIAZIONI accogliendo tali nuove procedure di separazione e divorzio offre servizi qualificati per le nuove forme di negoziazione assistita e procedure fai da te a partire da soli € 300,00 + iva a coppia.

Novità divorzio breve

La nuova legge 6 maggio 2015 n.55, in vigore dal 26 maggio, consente  di richiedere il divorzio dopo 6 mesi dalla comparizione dei coniugi avanti al Presidente del Tribunale, nel caso di separazione consensuale e dopo un anno se con ricorso al giudice.

Non si dovrà attendere il trascorrere degli attuali tre anni dalla separazione, pur restando necessari i due gradi di giudizio (separazione consensuale o giudiziale in Tribunale e successivamente il divorzio).

La legge sul divorzio breve pubblicata nella gazzetta Ufficiale n.107 del 11 maggio 2015, entrata in vigore il 26 maggio 2015 consente di richiedere il divorzio dopo 6 mesi dalla comparizione dei coniugi avanti al Presidente del Tribunale, nel caso di separazione consensuale e dopo un anno se con ricorso al giudice”.

Evitate di seguire soluzioni fai da te, senza esservi prima consultati con esperti del settore.

BMR CONCILIAZIONI offre assistenza qualificata per procedure di separazione consensuale e di divorzio congiunto a costi ragionevoli e convenienti, anche se presentate con ricorso davanti al Tribunale.

Il servizio di separazione tradizionale in Tribunale comprende le seguenti prestazioni:

  • Consulenza legale per fissare le condizioni di separazione decise dai coniugi
  • Redazione del ricorso per la separazione consensuale da parte di un avvocato
  • Deposito del Ricorso presso il Tribunale Italiano Competente per Territorio
  • Assistenza in Giudizio in Tutti i Tribunali Italiani.
  • Consegna ai coniugi del provvedimento di separazione ( Omologa ) emesso dal Giudice.
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